Il ko di Reggio, la lettera e i dubbi: Bari, ora devi rispondere

Lampi, tuoni e un violento temporale sul Mapei Stadium. All’esterno, negli stessi istanti, fuochi d’artificio e un tripudio di cori, sciarpe e bandiere granata. La Reggiana è in B, per il Bari si ri-spalancano le porte del purgatorio della Serie C. È calato, così, il sipario su questa strana stagione. Un’annata calcistica fortemente influenzata dall’emergenza sanitaria che ha colpito l’intero pianeta e che ha, inevitabilmente, condizionato anche la competizione sportiva.

Nonostante tutte le difficoltà affrontate sin dall’inizio della stagione, tra il cambio di allenatore e una rosa rivelatasi poco adatta al credo tattico di mister Vivarini, il Bari ha ugualmente centrato il traguardo minimo di giocarsi la finale playoff. La mancata vittoria, tuttavia, non può che rappresentare l’emblema del fallimento di quello che era l’obiettivo più volte dichiarato dalla società: il ritorno in Serie B. Sia chiaro, può succedere di perdere una finale. Così come è assolutamente accettabile, dal punto di vista sportivo, soffrire in una categoria complessa come la Serie C. Non siamo, dunque, di fronte a un dramma calcistico.

Bisogna, però, leccarsi in fretta le ferite e pensare al futuro prossimo. “La nuova stagione è già oggi”, così ha chiosato il presidente, Luigi De Laurentiis, nella sua lettera ai tifosi pubblicata all’indomani della sconfitta patita a Reggio Emilia. In effetti, con il nuovo campionato che prenderà il via il 27 settembre, di tempo a disposizione non ce n’è poi tanto. Facile pensare che, nel giro di due o tre settimane, i biancorossi possano partire con il ritiro in vista della nuova stagione.

Occorre, prima di tutto, comprendere fino in fondo quali sono stati gli errori che hanno impedito ai biancorossi di ottenere la tanto agognata promozione in Serie B. Non è il caso di fare processi, ma di certo sarebbe opportuno analizzare serenamente le piccole e grandi problematiche da superare per riprovarci ancora più convintamente. E ci sarebbe piaciuto, inutile nasconderlo, avere un confronto con il presidente a taccuini aperti e telecamere accese. Anche perché affidare i propri pensieri a una lettera è apprezzabile, ma sarebbe stato certamente più utile e costruttivo se il massimo dirigente del Bari si fosse prestato alle domande dei giornalisti. Che, dal 1 marzo in avanti, non hanno praticamente mai potuto interagire con nessuno dei tesserati in conferenze stampa ufficiali. In due occasioni, una proprio con il presidente e l’altra con il mister, c’è stato modo di avere un dibattito, seppure in video conferenza. Ecco, anche questa metodologia, che ormai abbiamo imparato a utilizzare tutti, sarebbe stata ben gradita.

Ci sarebbe piaciuto, a conclusione della stagione calcistica, porre alcune domande che, invece, siamo costretti a mettere per iscritto. E, ne siamo certi, tutti i tifosi sarebbero stati ben felici di ascoltare le risposte a questi quesiti. Avremmo, ad esempio, voluto chiedere al presidente se, nonostante il risultato negativo, sia rimasto ugualmente soddisfatto del lavoro di dirigenza e staff tecnico e se la fiducia nei confronti di direttore sportivo e allenatore sia rimasta immutata.

Avremmo voluto interrogare il presidente circa l’eventualità di un potenziamento dell’area dirigenziale e tecnica. Avremmo voluto sapere se, considerati gli ingenti investimenti per la stagione appena conclusa, dovremmo aspettarci un ulteriore sforzo o un comprensibile ridimensionamento dell’impegno economico. Lo stesso presidente ha sottolineato, nella sua lettera, come nel corso della stagione siano stati commessi degli errori dai quali trarre insegnamento: ecco, ci sarebbe piaciuto poter sentire dalla sua viva voce quali.

Avremmo, infine, sottoposto al presidente una delle considerazioni che più spesso abbiamo raccolto dalla tifoseria, ossia la supposta necessità di un ds più esperto e navigato. La nostra domanda per il numero uno della società di Strada Torrebella sarebbe stata la seguente: davvero al Bari serve un altro ds? Oppure occorre che allo stesso sia riconosciuta maggiore autonomia? Perché è vero che l’esperienza maturata dalla famiglia De Laurentiis alla guida del Napoli è un plus che va sfruttato, ma sarebbe probabilmente altrettanto importante, anche in virtù dei due anni di esperienza maturata sul campo da questa società, che le gestioni tecniche siano completamente indipendenti.

Per ora queste domande, a nostro avviso importanti, non potranno avere risposta alcuna, perché la società ci ha comunicato che non sono previsti, al momento, incontri con la stampa. Con la nuova stagione che già si avvicina a grandi passi, siamo tuttavia sicuri che presto avremo modo di provare a ottenere i riscontri che cerchiamo.

Puoi essere il primo a commentare on "Il ko di Reggio, la lettera e i dubbi: Bari, ora devi rispondere"

Lascia un commento

Non sarà pubblicato alcun indirizzo email


*