Bari, bene così: ora devi correre!

Sette partite, 15 punti senza subire sconfitte, con 12 gol all’attivo e solo 3 reti subite. Mica male il primo mese di Vincenzo Vivarini sulla panchina del Bari. Probabilmente, non ci avrebbe scommesso neppure lui.

Lui che, arrivato a Bari nel pomeriggio di martedì 24 settembre, due giorni dopo l’esonero di Giovanni Cornacchini, si è ritrovato a dover preparare, in 24 ore, la partita contro il Monopoli, una delle squadre più in forma in quel momento. E che, dopo appena 3 giorni dal turno infrasettimanale, avrebbe dovuto istruire i suoi per cercare di portar via la posta piena dallo stadio del Picerno. Detto, fatto. Poi, finalmente una settimana intera per studiarsi con calma la Cavese, annientata con 4 gol tra le mura amiche, prima di affacciarsi al ciclo terribile. In rapida successione: Ternana in casa, Avellino fuori, Catanzaro al San Nicola e Catania al Massimino.

Il Bari, è storia recente, è uscito alla grande da questo filotto tostissimo. Due vittorie casalinghe contro due delle squadre più accreditate alla vigilia del campionato (Ternana e Catanzaro), e due pareggi esterni rispettivamente al Partenio, campo da sempre indigesto ai biancorossi, e a Catania, che prima di incontrare il Bari, in casa, aveva raccolto 4 vittorie e un pareggio. Ma nel calcio, si sa, il passato conta poco. Ciò che conta è sempre la partita successiva. E questo mister Vivarini lo sa benissimo. Perché, nonostante un ottimo impatto con la realtà barese, che gli ha consentito di portare i suoi dal 12° al 4° posto, i biancorossi hanno scoperto di avere un avversario fortissimo, probabilmente molto più forte di quanto si aspettassero: la Reggina di Mimmo Toscano. Unica squadra imbattuta del girone C e unica compagine che, da quando Vivarini siede in panchina, è riuscita a fare più punti dei pugliesi. I calabresi, che stanno tenendo un ritmo davvero indemoniato, guidano la classifica con 28 punti, 4 in più della sorpresa Potenza (in calo nelle ultime due giornate), 5 in più della Ternana e 6 in più dei galletti. I granata giocano bene, subiscono poco e segnano a raffica (miglior attacco del torneo), anche grazie a German Denis, vecchia conoscenza dei De Laurentiis, reduce da due doppiette consecutive. Insomma, una macchina fin qui perfetta. Che, al pari dei biancorossi, ha già affrontato tutte le prime della classe – tranne il Potenza – senza mai mostrare segni di cedimento.

Da qui in avanti, tuttavia, il calendario fin qui durissimo potrebbe dare una mano agli uomini di Vincenzo Vivarini: Vibonese al San Nicola, poi la doppia trasferta a Bisceglie e Pagani, a seguire il Teramo in casa e per finire l’impegno esterno a Vibo Valentia dove gioca il Rende. Cinque partite in cui i galletti dovranno cercare di portare a casa più punti possibili, stando bene attenti a non rischiare di cadere nell’errore di sottovalutare gli avversari. Sperando, magari, di cominciare a rosicchiare parte dello svantaggio nei confronti della Reggina che, domenica, sarà impegnata sul campo del Potenza prima di ricevere la Casertana al Granillo nel corso della giornata successiva.

Dopo un ottimo inizio, insomma, ora il Bari è chiamato a correre. Anche se bisognerà far fronte a qualche acciacco, con Hamlili e D’Ursi che avranno bisogno di un altro po’ di tempo per tornare disponibili, e con Scavone e Bianco che, anche ieri, hanno proseguito con il lavoro differenziato e saranno difficilmente impiegabili contro la Vibonese. E chissà che mister Vivarini non stia pensando, anche nell’ottica di affrontare la sua prima mini-emergenza in un reparto fondamentale come il centrocampo, di dar seguito a qualche cambiamento tattico. Qualcosa la si è intravista già a Catania, con i biancorossi che, nel finale della partita al Massimino, si sono schierati con Floriano (fin qui sempre rimasto fuori con il tecnico di Ari) trequartista alle spalle delle due punte. Una decisione dovuta al momento della partita, o una scelta che potrebbe ripetersi anche in futuro?

Puoi essere il primo a commentare on "Bari, bene così: ora devi correre!"

Lascia un commento

Non sarà pubblicato alcun indirizzo email


*